Un confronto dall’esito sorprendente

Vi è mai capitato di avere voglia di fare uno scherzetto ai vostri compagni di bevute? A me sì, e così l’altra settimana ho messo in piedi un teatrino. Beninteso, uno scherzetto amichevole fatto più per aprire una serata e innescare una piccola discussione, che per mettere alla prova le abilità degustatorie degli amici.

Il pretesto me l’ha fornito un sito di e-commerce francese dal quale ogni tanto acquisto dei vini. Tra le proposte che di solito aprono la mail brillava l’elemento che ha innescato la miccia, prezzo e annata di un vino bianco, rispettivamente 24,00 euro e annata 2020. Il pensiero è come volato ad un bianco romagnolo di pari annata e prezzo che avevo appena acquistato dagli amici della Baita di Faenza. Ho proceduto all’acquisto del franzoso e mi sono detto che alla prima occasione avrei proposto al gruppo di amici che si chiama “compagni di bevute” un test alla cieca.

L’occasione si è presentata pochi giorni fa e durante una cenetta ho detto loro che si trattava di vini di pari annata e prezzo e che mi interessava solamente avere una opinione sul gradimento e se il prezzo pagato lo ritenessero corretto. Nessuna menzione su aree produttivi o vitigni utilizzati è stata fornita.

I vini erano un Bouzeron del Domaine De Villaine, l’ex Gérant del famosissimo Domaine de la Romaneé Conti (il Bouzeron è una AOP Borgognona che si fa con il vitigno Aligotè) ed Ecce Draco igt di Mutiliana, l’azienda di Giorgio Melandri. L’Ecce Draco 2020 è il progenitore del Modigliana Bianco la nuova doc che apparirà in etichetta dalla vendemmia 2022. Per completezza di informazione preciso che Il Modigliana bianco si può rivendicare impiegando i seguenti vitigni: Trebbiano minimo 60%, Chardonnay e Sauvignon blanc massimo 40% da soli o congiuntamente.

Coram Populo, il vino che è piaciuto di più, 7 professionisti su 10, è stato il nostrano Ecce Draco ritenuto più complesso, con più ciccia o struttura e con più sapore, alias sapidità. Lascio ad ognuno come mettere in relazione le diverse componenti di questo confronto; costo dei terreni, ore di lavoro in vigna, notorietà delle due diverse aree ecc, e trarre i dovuti spunti di riflessione.

Dal canto mio credo che i produttori romagnoli abbiano davanti un’unica grande ed epocale sfida: come fare per dare più valore economico ai loro vini. Se avessi una facile ricetta sarei ricco, ma un buon inizio potrebbe essere quello di rafforzare, e costruire qualora non vi fosse, il racconto del proprio territorio unendo le forze e non disperdendole in mille rivoli o iniziative.


Giovanni Solaroli
Giornalista, degustatore ufficiale, docente AIS, per anni è stato il referente per la Romagna della Guida Ais nazionale Vitae. E' co-autore del primo e unico libro interamente dedicato all’Albana di Romagna.
giovannisolaroli@gmail.com

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