Goethe, il Lambrusco e le Bilance

Diceva Goethe, colto e attento osservatore di cose italiche, in uno dei suoi scritti più celebri, che il Lambrusco sta ai romagnoli come il metodo scientifico sta ai terrapiattisti*. Come confutare una simile ovvietà? Semplicemente, come direbbero a Roma, nun se pole! Ma non vale l’opposto; difatti Sangiovese e Albana di Romagna sono assai apprezzati dai nostri amici emiliani i quali, a tavola, risultano essere più aperti. Certo, noi romagnoli potremmo sempre difenderci da accuse di settarismo gastronomico invocando la non adattabilità dei lambruschi alla nostra cucina, ma credo che l’argomentazione risulti piuttosto deboluccia.

Un fatto però è certo: le vendite dei lambruschi in Romagna sono davvero esigue, e questo nonostante nell’anno di grazia 2018 io abbia addirittura triplicato i consumi di lambrusco, passando da 4 a 12 bottiglie annue.

Tra i lambruschi (il plurale è d’obbligo) ho anch’io le mie preferenze, non solo in fatto di produttori, ma anche di tipologie. Nonostante il mio palato non gradisca le acidità eccessive, è il Lambrusco di Sorbara a sintonizzarsi meglio con le mie papille, pur non disdegnando taluni Grasparossa e Reggiani, dove l’acidità è più nascosta dal frutto e i profumi e colori risultano più intensi e manifesti.

Detto questo, eccovi un Lambrusco che mi piace. E’ uno dei vini prodotti dal Podere Il Saliceto, a Campogalliano, città di lambruschi e bilance. Che c’entrano le bilance con il lambrusco? Nulla, ovviamente, ma mi piaceva ricordare che a Campogalliano, quando ancora sull’autostrada c’era la barriera verso il Brennero, vedevo sempre l’enorme scrittaSoc.Coop.Bilanciai. Il Podere il Saliceto è una giovane azienda fondata nel 2004 da due baldi giovanotti Gian Paolo e Marcello. Di certo almeno Gian Paolo lo è, visto il suo passato, il presente e gli auguro anche futuro, da combattivo thai boxer.

Sulle sponde del fiume Secchia, su suoli alluvionali, coltivano le due varietà di lambrusco, sorbara e salamino, il trebbiano modenese e il malbo gentile ricavandone vini schietti e di carattere. E difatti schietto, anzi schiettissimo è il Falistra, Lambrusco di Sorbara Dop, rifermentato in bottiglia. Il Falistra, che il dizionario italiano-modenese traduce in “scintilla”, esibisce un bel colore rosato, oltre ad un ampio assortimento di profumi di piccoli frutti di bosco, tra cui la celebre e attesa fragolina. Inutile sottolineare la scintillante acidità che si spande in bocca, penetrandone gli angoli più remoti.
*se ci credete poi ve ne racconto un’altra…


Falistra
Lambrusco di Sorbara Dop
10,17 euro nel loro e-shop.

Podere Il Saliceto - Via Albone,10 - Campogalliano (MO)
www.podereilsaliceto.com


Giovanni Solaroli
Giornalista, degustatore ufficiale, docente AIS, per anni è stato il referente per la Romagna della Guida Ais nazionale Vitae. E' co-autore del primo e unico libro interamente dedicato all’Albana di Romagna.
giovannisolaroli@gmail.com

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