I grandi bianchi di Fondo San Giuseppe

La prima volta che assaggiai i vini di Fondo San Giuseppe rimasi perplesso, indeciso se mi piacessero oppure no. Non ricordo esattamente l’anno, ma solo il giorno ed il mese, essendo a ridosso del mio compleanno. Forse poteva essere il 2011 o giù di lì, ma poco importa. Ce li propose Andrea Spada che allora gestiva il ristorante Noè, un locale “sottostradale” in pieno centro faentino. Per tutta la durata della cena, Andrea, un uomo che sa stare in sala come pochi altri, ci fece bere ciò che più gli parve adatto al nostro umore e al nostro abbigliamento, riuscendo anche a tener conto dei piatti scelti. Alla fine della girandola, al momento del conto,se ne uscì con un “… ehi aspettate che ho degli altri vini da farvi provare…”, neanche fossimo dei collaudatori della Fiat.

E così ci portò 4 vini di Fondo San Giuseppe, alla loro prima annata. C’erano un Albana, un Trebbiano, un Chardonnay e forse anche un Riesling. Non ci fu occasione di approfondire e pertanto restammo con le nostre perplessità, per la maggior parte dovute alla parte olfattiva che non ci piacque, eccetto che per il Riesling, che però era più Riesling all’assaggio che all’olfatto. Poco tempo dopo, incrociai il produttore ed i suoi vini a Enologica, e così ebbi l’occassione di scambiare qualche battuta e di riassaggiare i suoi vini con più calma ma, soprattutto, come mi spiegò poi Stefano Bariani, di assaggiarli in un periodo di fase lunare più favorevole. Mi colpì la serietà con la quale Stefano mi parlò, e la gentilezza del suo eloquio nell’esporre le sue argomentazioni. C’era una forza non comune nelle sue parole e così, anche un miscredente logorroico come il sottoscritto, rimase a corto di parole.

Mi è tornato l’episodio perché a Cattolica, nell’ambito di Weintour, mentre Vitaliano ed io parlavamo di Albana, c’era un suo vino in assaggio: Albana Fiorile 2017. In tutta onestà, già dall’annata 2015, nei vini di Fondo San Giuseppe gli si riconosce in maniera evidente un cambiamento significativo in pulizia, dettaglio, profondità ed equilibrio. E oggi, con Fiorile 2017, se ne è avuta la riprova. Un Albana cui l’annata calda ha favorito il frutto, rendendolo più aggraziato ed evidente, senza tuttavia privarlo della freschezza acida che costituisce la chiave di lettura di un Albana cresciuta in quota sulle marne arenacee. Dopo un annetto di bottiglia, Fiorile 2017 si presenta oggi con un assetto di maggiore eleganza e armonia, il chè gli ha permesso di riscuotere, tra l’eterogeneo pubblico, ettolitri di meritati feedback* positivi. (*riscontri) Feedback positivi, o like, che avrebbero meritato tutti i suoi bianchi, incluso il Trebbiano Tera 2017, salito sul podio più alto della guida Vitae 2019.

L’azienda di Bariani si trova in una località chiamata Valpiana, ben conosciuta a chi frequenta la valle del Lamone, a pochi chilometri dalla Toscana in un ambiente ricco di boschi, posto a 400 metri di altitudine media. Tutti i vini di Fondo San Giuseppe provengono da uve coltivate secondo i principi della biodinamica e certificati biologici.

ROMAGNA ALBANA DOCG FIORILE 2017 (Circa euro 15,00)
FONDO SAN GIUSEPPE
Via Tura, 7/A Brisighella (RA)
http://www.fondosangiuseppe.it/


Giovanni Solaroli
Giornalista, degustatore ufficiale, docente AIS, per anni è stato il referente per la Romagna della Guida Ais nazionale Vitae. E' co-autore del primo e unico libro interamente dedicato all’Albana di Romagna.
giovannisolaroli@gmail.com

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