Crisi, Ristoratori riducono vino in cantina

Crisi pandemica prima, caro bollette adesso, stanno facendo sentire i loro effetti anche nella gestione della cantina dei ristoranti tanto che il 98% degli operatori del settore ha registrato una crescita dei prezzi di acquisto del vino (in media +12%).

A dirlo sono i risultati di una indagine dell’Ufficio Studi di Fipe Confcommercio (Federazione italiana dei Pubblici esercizi). Secondo i dati, il 55,5% dei ristoratori ha deciso di ridurre i quantitativi acquistati, mentre il 29,9% ha deciso di limitare il numero di etichette presenti in cantina e quindi in carta. In sostanza si predilige l’acquisto di vini il cui costo varia tra le 5 e le 20 euro, con una spesa media a bottiglia da parte dei gestori di circa 17 euro.

Dopo la pesante battuta d’arresto del 2020, con ristoranti e wine bar chiusi per le misure di mitigazione degli effetti della pandemia, il 2021 ha fatto registrare una ripresa del mercato del vino, in particolare delle bottiglie classificate come premium e super premium. Se nel 2020 il valore complessivo del mercato del vino venduto attraverso l’Ho.Re.Ca (Hotel, Catering e Ristoranti) aveva subito, secondo la UIV una flessione del -38%, un anno più tardi ecco un parziale effetto rimbalzo: +28,5%.

A guardare i dati nel dettaglio, tuttavia, ci si accorge che a beneficiare della riapertura dei ristoranti sono i prodotti di maggior pregio. L’analisi Mediobanca sulle società vitivinicole evidenzia che le vendite di vini premium sono cresciute del +14,5% in valore assoluto, i super premium addirittura del 24,5%, gli ultra premium del 32,7% e gli icon (bottiglie dal costo per il ristoratore superiore ai 50 euro) del 33,2%.


Matteo Fabris
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