Marchi di Vitae: “La Romagna enologica è autoctona”

Vitaliano Marchi da due anni in Romagna è il referente di Vitae, la guida nazionale dei sommelier Ais. Nell’ultima edizione ha coordinato un gruppo di 27 degustatori e 12 redattori Ais, che hanno mappato 78 cantine per 369 vini assaggiati. In tutto 14 sono state le “4 viti” assegnate ai vini che hanno ottenuto un punteggio superiore ai 90 punti, quindi di alta eccellenza (qui l’elenco). Con lui tracciamo un bilancio su quale Romagna esce dalla guida fresca di stampa.

Quali sono le novità principali che emergono dall’edizione 2021?
La più rilevante è la rinascita dell’Albana sia nella versione secco sia passita. Non solo 5 vini hanno ottenuto il punteggio massimo, situazione impensabile sino a qualche anno fa, ma troviamo altre Albana con punteggi alti con 3 Viti e mezzo.

Questo ci dice che?
I bianchi in Romagna hanno alzato decisamente l’asticella della qualità. E se il Sangiovese di Romagna è una realtà che si conferma nei 7 vini al top, i bianchi sono in progressiva crescita”.

Questo a cosa è dovuto?
A una impronta stilistica dei produttori sempre migliore. E soprattutto a una maggiore attenzione ai vini territoriali. È maturata la consapevolezza che del vino è importante il racconto, il saper leggere il territorio, la cultura, il terroir, l’esperienza di chi ci lavora. I produttori della Romagna hanno dato uno stile unico al loro vino. In sostanza si è verificato un passaggio dal vitigno al territorio”.

L’esempio più lampante è la premiazione di Centesimino.
È la prima volta che avviene. Il progetto di Villa Venti a Roncofreddo meritava questo riconoscimento.

Non ci resta che sdoganare il Trebbiano…
Noi di Ais lo abbiamo già fatto due anni fa assegnando 4 Viti a Tèra, un Trebbiano di Fondo San Giuseppe. Siamo stati la prima guida a farlo, a suo tempo fece anche scalpore. Altri poi ci hanno seguito. Il Trebbiano di collina con una produzione limitata e una ricerca mirata è un vino che crescerà ancora. Ne sono certo. Non a caso quest’anno abbiamo dato il riconoscimento per qualità/prezzo al Trebbiano di Gallegati.


Filippo Fabbri
Calciatore mancato, giornalista per passione. Una stella polare di riferimento, il motto del grande Gianni Brera: “Prima di scrivere un articolo bevi un bicchier di vino”. Perchè come diceva Baudelaire "bisogna diffidare degli astemi". Contatti: filfabbri@gmail.com
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