Vitaliano Marchi, #iorestoacasa e ti consiglio

Vitaliano Marchi da sempre è un appassionato di vino, si è diplomato sommelier Ais nel 2011 e ha seguito un percorso di studio all’interno dell’Associazione che lo ha portato a ottenere il master di servizio e a diventare Degustatore ufficiale e relatore ai corsi. Attualmente si occupa di guide ed è referente regionale per la Romagna della guida Vitae. Radici saldamente nella nostra terra, viaggia molto spesso per diletto e per lavoro, attualmente è responsabile commerciale per il Nord Italia di un’azienda di prodotti ospedalieri. Nel tempo libero che ha approfondisce le proprie conoscenze enogastronomiche.

Come trascorre questi giorni?
Purtroppo in casa come tutti. Anche se gli impegni non mi mancano, lavoro in smart working e passo molto tempo collegato al telefono o in video con clienti e colleghi. Cerco poi di tenermi aggiornato sul mondo del vino, preparando le lezioni ed organizzando degustazioni in attesa che si possa ripartire. Nonostante tutte queste cose da fare non posso negare che mi manca moltissimo il mio mondo di viaggi e di relazioni personali.

Il consiglio di due vini in questi giorni di #iorestoacasa abbinati ad altrettanti piatti.
Dovendo scegliere non posso che pensare a piatti della mia terra e il primo che consiglierei sono passatelli in brodo. È una ricetta che ha accompagnato tutta la mia vita e ha sempre avuto il significato di casa e famiglia. Come abbinamento propongo un’Albana, in particolare Neblina di Giovanna Madonia a Bertinoro, un vino di struttura, bella freschezza ed elegante profilo aromatico che a mio parere si adatta splendidamente ad un passatello classico.

Secondo piatto e vino.
Come secondo piatto propongo un’altra ricetta tipica delle nostre campagne: un coniglio in porchetta condito con erbe aromatiche. In questo caso mi sento di proporre due vini: per chi ama il rosso il Centesimino della Cantina Ancarani di Oriolo dei Fichi, profumatissimo, con tannini delicati e di grande bevibilità; per chi preferisce un bianco dico un grande classico romagnolo, il Codronchio di Fattoria Monticino Rosso a Imola. Si tratta di un’Albana ottenuta da uve attaccate da muffa nobile, di grande complessità olfattiva e consistenza al palato, perfettamente adatto a sostenere un piatto importante come il nostro coniglio.

Quale vino non deve mancare nella sua cantina.
Impossibile per me indicare un solo vino, devo dire che nel tempo ho sviluppato una cantina piuttosto ricca di bottiglie, dove sono rappresentati un po’ tutti i territori italiani, con Toscana e Piemonte in prima linea. Chi mi conosce sa della mia passione per i vini francesi, per cui anche questi hanno trovato spazio negli scaffali. Non dimentico certo la Romagna, ampiamente rappresentata soprattutto con Albana e Sangiovese, dei quali cerco di conservare nel tempo qualche bottiglia per poterne valutare l’evoluzione.

Il consiglio di un libro?
Recentemente ho letto due libri che mi sono piaciuti molto. Il primo è “La nobile arte dell’insulto” di Liang Shiqiu, un libretto facile da leggere, che, al di là del titolo, fa capire come prendere il controllo del linguaggio ed utilizzarlo al meglio per esprimere concetti. Il secondo “Profumi” di Philippe Claudel, il racconto di una vita attraverso il ricordo di profumi che caratterizzano un luogo, un momento, un’occasione particolare.

Un programma tv
Non sono particolarmente appassionato di televisione, in questo periodo seguo qualche programma di informazione e guardo qualche film, scegliendo fra le varie piattaforme in streaming.


Filippo Fabbri
Calciatore mancato, giornalista per passione. Una stella polare di riferimento, il motto del grande Gianni Brera: “Prima di scrivere un articolo bevi un bicchier di vino”. Perchè come diceva Baudelaire "bisogna diffidare degli astemi". Contatti: filfabbri@gmail.com
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