Raffaele Nanni, #iorestoacasa e ti consiglio

Raffaele Nanni vice Presidente di Ais Romagna e delegato di Forlì è romagnolo d’adozione. La carta di identità alla voce nascita reca Torino, in Romagna c’è dall’età di 10 anni. Alla professione nel mondo bancario e della finanzia ha sempre unito la passione per il mondo del vino e più in generale dell’enogastronomia. Sommelier Ais dal 2001, è anche master di servizio, degustatore ufficiale e relatore. Attualmente in pensione, abbiamo chiesto come trascorre questi giorni di #iorestoacasa.

Come trascorre questi giorni?
Essendo in pre-pensionamento queste giornate vedono poca differenza rispetto al periodo precedente al lockdown. Certo, la costrizione nel rimanere a casa si fa sentire e la tentazione di uscire è tanta; mancano le degustazioni, gli incontri con i colleghi sommelier, l’attività di delegazione e da relatore ai corsi, ma si scoprono molte interiorità e si cerca di imparare cose nuove leggendo e praticando. Si degusta molto dando, forse troppo, fondo alla cantina personale, ma studiando s’impara.

Il consiglio di due vini in questi giorni di #iorestoacasa abbinati ad altrettanti piatti.
Ho provato, sotto la supervisione (telefonica) della mamma a fare la mia prima sfoglia di tagliatelle, rigorosamente cotte e accompagnate al ragù di carne (romagnolo della mamma). Le abbino a un bel vino del territorio, Forlì Igp Sangiovese Area 7, dalle caratteristiche sensazioni di frutti rossi freschi e fiori appena colti, bella freschezza di gioventù supportata da un tannino composto e integrato per un abbinamento in armonia.

Seconda proposta.
Mi sono cimentato, anche qui per la prima volta, nel fare la piadina romagnola, questa volta sotto la supervisione, sempre telefonica dell’amica sommelier nonchè Marietta Caterina. Seguendo la ricetta e le sue indicazioni ho trovato piena soddisfazione come per le tagliatelle, soddisfatto del mio lavoro e soddisfatto dell’abbinamento, anche questa volta di territorio: Romagna Albana docg Cinquecento delle colline di Bertinoro, un vino piacevole con sensazione olfattive tenui ed elegantemente fruttate e pungenti di erbe aromatiche, palato spiccatamente fresco e addolcito da una nota alcolica presente ed equilibrante con un piacevole ritorno di erbe aromatiche in chiusura, armonia di sapori in abbinamento alla piadina farcita con prosciutto crudo.

Quale vino non deve mancare nella sua cantina?
Ho un grande difetto enologico, purtroppo il vino mi piace tutto, non riesco a fare differenze tra bianco e rosso, fermo o spumante, secco amabile o dolce, il vino è buono tutto quindi cerco di averlo nelle varie espressioni in cantina. Però di sicuro una preferenza per il territorio c’è, perché il nostro territorio riesce a esprimere eccellenze in ogni tipologia e l’impegno dei nostri produttori deve essere premiato.

Il consiglio di un libro?
Questo periodo viene sfruttato anche per studiare e leggere tanto, ho finito da poco di leggere La Stirpe del Vino di Attilio Scienza e Serena Imazio, un libro illuminante per la storia e la nascita dell’uva da vino e dell’enologia. Sto rileggendo e ristudiando Champagne dalla tradizione alla scienza, il metodo classico passo a passo di Bruno Duteurtre e rileggendo Il grande libro dei vini dolci d’Italia di Massimo Zanichelli, altra illuminazione enologica.

Un programma tv?
Guardo poca televisione in diretta, preferisco informarmi tramite siti giornalistici confrontando le notizie. In alternativa preferisco le piattaforme di streaming per serie tv o film.


Filippo Fabbri
Calciatore mancato, giornalista per passione. Una stella polare di riferimento, il motto del grande Gianni Brera: “Prima di scrivere un articolo bevi un bicchier di vino”. Perchè come diceva Baudelaire "bisogna diffidare degli astemi". Contatti: filfabbri@gmail.com
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