#iorestoacasa e ti consiglio... il film per il weekend

Bastano 90 secondi di visione de Il Sommelier (titolo originale Uncorked), nuovo film Netflix che vede il debutto alla regia di Prentice Penny, per farsi venire l’acquolina in bocca.

Il film si apre su una gustosa sequenza che alterna costolette fumanti cosparse di salsa a panoramiche su vigneti e ammiccanti calici di vino. L’hip pop in sottofondo ci anticipa la trama del film e il trait d’union tra due mondi apparentemente inconciliabili: la cultura pop afroamericana da una parta, la classicità e l’eleganza di un buon vino dall’altra, un aspirante sommelier, ostracizzato dal padre nel rincorrere il suo sogno, nel mezzo. La prima parte del film scende come un fresco calice di bianco. Impossibile non amare una delle scene iniziali in cui il giovane protagonista consiglia dei vini paragonandoli a cantanti hip pop, così il Pinot Grigio, bianco ma con sentore di spezie, diventa il Kenya West del vino e il Riesling, definito, pulito, con un finale dolce, è sentimentale come Drake. Una scena da non sottovalutare anche per l’importante valenza culturale che c’è dietro, considerando che storicamente il mercato del vino ha sempre ignorato il potere di spesa delle persone di colore in America, come qualcuno non manca di evidenziare.

Gli ingredienti per il successo ci sono tutti: la passione
di Elijah (Mamoudou Athie) per il nettare di Bacco, lo scontro generazionale con il padre (Courtney B Vance) che lo vuole alla guida delle griglieria di famiglia, la madre (Niecy Nash) che lo sprona nel realizzare il suo sogno di diventare Master Sommelier e quella punta amarognola data dai “tannini” che la vita ogni tanto ci mette davanti. A frenare la corsa di questo film leggero e godibile, ma non indimenticabile, i troppi silenzi, una trama a cui manca spessore con personaggi che non evolvono come un buon vino, ma restano acerbi.

Si tratta di un film di facile beva, consigliatissimo però
agli aspiranti sommelier e ai winelover
che possono vedere su pellicola cosa significa cimentarsi con un mondo complesso come quello del vino, fatto di sapori e profumi, ma anche di nomi, date e località da ricordare. Mentre Elijah frequenta la scuola da Master Sommelier, lo vediamo insieme ai suoi compagni di classe studiare e lottare per ricordare la regione, il vitigno e l'anno di un determinato vino basandosi solo su un sorso. Insomma, si tratta di un’incursione affascinante nelle competenze quasi sovraumane dei sommelier, soprattutto se viste con gli occhi e le papille gustative di chi fatica a distinguere un Prosecco da uno Spumante.



Anna Frabotta
Molisana di origine, emiliano-romagnola di adozione, si trasferisce diciottenne a Bologna e pochi anni dopo nella Romagna dell'ospitalità e del buon vivere che diventa la sua seconda casa. Qui si specializza nello scrivere di turismo, cibo e arte, con la curiosità tipica di chi sa mescolare culture e sapori lontani. Dal 2016 è responsabile di progetto della guida Emilia Romagna da Bere e da Mangiare.
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