Laila Tentoni, #iorestoacasa e vi consiglio...

#iorestoacasa: giusto così. Ma a casa poi cosa faccio in questo periodo di domicilio forzato? Lo abbiamo chiesto ad alcuni protagonisti del panorama enogastronomico romagnolo con l’avvertenza di darci qualche consiglio di lettura; in questi giorni infatti il tempo a disposizione per un buon libro non manca.
Iniziamo il nostro viaggio con Laila Tentoni, Presidente di Casa Artusi.


Come vede trascorrere questo periodo?
“Siamo costretti a stare in casa, quindi si torna all'essenziale, agli affetti, alle letture e naturalmente alla cucina. Ho notato tante persone fare cose che non facevano da tempo, appunto come cucinare, anche da parte di… insospettabili”

C’è più tempo libero e anche tempo per leggere. Primo consiglio.
“Amo i romanzi, i classici, quindi spiazzerò un po', ma più che un ricettario vorrei segnalare come primo libro quello di Simonetta Agnello Hornby, Mennulara. Le sue figure femminili sono meravigliose. Sulla scrivania di lei ho anche Caffè amaro”.

Secondo consiglio.
“Beh se devo indicare un ricettario non posso che proporre La Scienza in cucina dell’Artusi. Credetemi non è per dovere d'ufficio, è un classico che mai smette di dirci quello che ci voleva dire. Da leggere e rileggere, si trova sempre qualcosa di nuovo. Parliamo di un romanzo gastronomico della cucina italiana. Le ricette sono ricche di aneddoti, danno uno spaccato sull’Italia dell’800. È un testo molto piacevole non solo al palato…

E appunto ci sono le ricette.
“Molte delle quali sono ancora moderne. Altre invece vanno reinterpretate, purché al centro ci sia il sapore della ricetta originaria. Quello che non deve essere fatto è reinventarle: è l’errore più grande che si possa fare con l’Artusi”.

Terzo libro.
“Sempre come ricettario, in omaggio al bicentenario della nascita di Artusi, segnalo Luisanna Messeri e Angela Simonelli “Le stories di #Artusi. Vita, ricette e miracoli dell'uomo che ha rivoluzionato la cucina degli italiani”. L’autrice premio Marietta ad Honorem ha recuperato la biografia dell’Artusi riproponendo alcune sue ricette. Un’operazione molto intelligente e ben fatta”.

Altro libro.
“Per saperne di più di Artusi e dell'azienda familiare a cui va ascritto il merito del successo della Scienza, da non perdere due testi di grande spessore culturale. La bella biografia dedicata al gastronomo scritta da Alberto Capatti: Il fantasma della cucina italiana, edita da Mondadori. Aggiungo il bel lavoro di Giovanna Frosini dell’Accademia della Crusca e Monica Alba, Domestici scrittori. È un lavoro inedito sulla lingua dei due personaggi chiave nell’opera artusiana: il cuoco Francesco Ruffilli e la governante Marietta Sabatini. Sono due semicolti baciati dalla dote del racconto.

Due libri non legati all’Artusi?
“Uno dedicato al centenario felliniano: A Tavola con Federico Fellini. L’introduzione è di un altro grande romagnolo Tonino Guerra, testo nel quale racconta la celebre vicenda del panino con la mortadella con cui il regista si macchiò la schiena. Il secondo libro è di Massimo Montanari, Il mito delle origini, dedicato alla storia degli spaghetti al pomodoro. Nel volume si racconta di come un prodotto simbolo del made in Italy come la pasta in realtà abbia il suo fulcro su due prodotti non italiani: la pasta dal Medio Oriente e il pomodoro dall’America. È un libro che fa riflettere negli attuali tempi di identità intesa come barriera culturale e non come scambio”.

Lei cucina?
“Certo”.

Una ricetta da fare in casa?
Sono andata a fare la spesa e ho fatto fatica a trovare la farina. Questo mi fa pensare che siamo tornati al gusto di farci le cose in casa, siamo tornati ai fondamentali d’un tempo. Cosa faccio io con la farina? Le tagliatelle. Gli ingredienti: 2 etti di farina, 2 uova, si fa l’impasto e lo si fa riposare per 20 minuti senza punto d'acqua se si vogliono ben sode (come consiglia il famoso gastronomo forlimpopolese). Poi col mattarello si tira la sfoglia e si procede con lo spessore a propria scelta. Più facile di così?”.


Filippo Fabbri
Calciatore mancato, giornalista per passione. Una stella polare di riferimento, il motto del grande Gianni Brera: “Prima di scrivere un articolo bevi un bicchier di vino”. Perchè come diceva Baudelaire "bisogna diffidare degli astemi". Contatti: filfabbri@gmail.com
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