Il Galà dell'Asparago

Italia e Francia non si sono mai amate più di tanto. I transalpini ci hanno sempre guardato dall’alto, un po’ per un nostro senso di inferiorità innato nei nostri geni, un po’ per condizioni storiche a partire da quel Piemonte che ha sì fatto l’Italia, ma che a corte parlava il francese, mica l’italiano! Nello sport la vera competizione è con francesi (e tedeschi), nel vino il confronto è un refrain che molto spesso torna sulle quantità prodotte, anche se ahimè si fa impietoso quando si guarda la sfina in termini di valore (lì ci distanziano di parecchio). E che dire della cucina, con quell’Artusi che ci ha liberato dal giogo del linguaggio francese a tavola, poco amato oltreconfine al punto da vedere tradotto il suo Manuale solo un anno fa (prima c’è stato il polacco!).
Quando le due parti decidono di mettere da parte remore campanil-nazionalistiche, e cercano una sintesi, ecco che nascono risultati a dir poco inaspettati. Come nel Galà Dinner ospitato a Cesena Fiera, nella cena a quattro mani firmata dal cesenate Rocco Angarola dell’Osteria Michiletta, insieme allo stellato francese Christophe Girardot. Davanti a una platea internazionale di 300 persone hanno messo la loro creatività al servizio di un prodotto raramente al centro di piatti e cronache: l’asparago.

Che questo ortaggio non sia al primo posto nella borsa della spesa ce l’ha detto uno studio di Cso Italy che l’ha visto piazzarsi nella 22esima posizione. Infatti solo il 43% degli italiani lo acquista almeno una volta nel corso dell’anno. Abissale la distanza dalle tonnellate di patate, pomodori e insalata, nei primi tre posti.


Eppure, l’asparago si presenta molto più versatile di quanto si pensi. Lo ha dimostrato a Angarola nel suo “Passatello agli asparagi bianchi e verdi” e nel “Filetto al sale dolce di Cervia con giardinetto di asparagi” proposti a Cesena. Lo stesso ha fatto Christophe Girardot nell’apertura con “Asparagi bianchi vestiti di pollo al vapore” e negli estremi più accentuati di un piatto come “Uovo perfetto, cremoso di asparagi verdi e cialda di pane”.

Una grande serata, insomma, lungo la linea italo-francese. No, non quella discussa della Tav, bensì quella agra dell’asparago.

Filippo Fabbri
Calciatore mancato, giornalista per passione. Una stella polare di riferimento, il motto del grande Gianni Brera: “Prima di scrivere un articolo bevi un bicchier di vino”. Cin cin a tutti! E a proposito, buona lettura. Contatti: filfabbri@gmail.com
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