Ecomuseo della civiltà palustre

Via Ungaretti, 1 - 48012 Villanova di Bagnacavallo (RA)

Tel.: 0545-47122 - E-mail: barangani@racine.ra.it
http://www.erbepalustri.it
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Siamo nella Bassa Romagna, anticamente denominata “Padusa”, un territorio che, prima delle bonifiche dell’ultimo secolo, era per gran parte acquitrinoso e disseminato di zone umide, stagni, aree deltizie e aree retrodunali.

Nella frazione di Villanova di Bagnacavallo sorge l’Ecomuseo della civiltà palustre, istituzione fortemente voluta dalle amministrazioni locali per conservare e tramandare la ricchezza culturale di questo particolare ambiente. Un tempo non troppo lontano qui, infatti, si viveva e si lavorava grazie alle erbe palustri.
Un’intera economia era fondata sull’utilizzo e la raccolta di queste erbe spontanee. Un’attività peraltro in armonia con l’ambiente: l’utilizzo delle erbe, gli sfalci stagionali e la pratica della sramatura permettevano infatti il rinnovarsi dell’ecosistema vallivo e ne favorivano lo sviluppo.

Le costruzioni rurali in canna di palude si inserivano perfettamente nell’ambiente circostante, alla stregua di tane di animali e nidi di uccelli.
Nel parco del museo sono state ricostruite fedelmente le più importanti tipologie di capanne e all’interno del museo è possibile osservare oggetti dagli usi più diversi che venivano prodotti rigorosamente con erbe palustri. Sorprendente è la raccolta di cesti di ogni tipo, gabbie e fiaschi. A proposito di questi ultimi, ricordiamo che oggi il vino per eccellenza di Bagnacavallo è il Burson: un vino rosso e robusto, ricavato da un vitigno autoctono, recuperato in queste zone agli inizi del ‘900 dalla famiglia Longanesi, molto zuccherino e resistente agli attacchi dei parassiti.

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