Museo del Sale di Cervia

Via Nazario Sauro 24 - Cervia (RA)

Tel.: 0544-977592 - E-mail: musa@comunecervia.it
http://www.musa.comunecervia.it
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L'oro bianco è uno dei prodotti simbolo della cittadina romagnola. Dal gusto inconfondibile, oggi si può scoprire come viene raccolto visitando un magazzino e una grande salina.

Il sapore e i segreti del sale dolce di Cervia
Il Museo è stato istituito formalmente nel 2004, con la sede strutturata nel Magazzino del sale "Torre" e con una sezione all'aperto costituita dall'antica Salina Camillone, l'unica rimasta delle antiche saline a "raccolta multipla" o "artigianale", che fino al 1959 costituivano lo stabilimento salifero cervese. La produzione del prezioso “oro bianco” è il filo conduttore del museo di Cervia dedicato al sale. Un prodotto che ha una storia millenaria: a partire dalla mitica Ficocle, passando per Cervia vecchia di epoca medioevale, fino ad arrivare a Cervia nuova, esempio unico di città che un tempo sorgeva all’interno della salina. Il connubio indissolubile sale-Cervia si osserva lungo tutto il percorso museale: all’ingresso una splendida tenda con i colori delle vele delle tradizionali imbarcazioni cervesi accoglie i visitatori e, una volta entrati, ci si cala nella dimensione della città e del suo rapporto con le acque. Ecco allora la vetrina che contiene il protagonista assoluto: il cristallo di sale, un intreccio geometrico di quadrati perfetti. E’ da sempre conosciuto come un sale “dolce” per la limitata presenza di sali amari, come i solfati di magnesio, di calcio e di potassio e del cloruro di magnesio, sostanze che danno quel retrogusto amarognolo meno gradito al palato. Oggi la ripresa della sua produzione permette di farlo conoscere come un bene tradizionale della storia cervese e di riscoprirne l’uso alimentare. Si tratta di un sale marino integrale medio-fine; viene estratto con raccolta unica - nel mese di agosto - nella salina meccanizzata e confezionato per la vendita dal Parco della Salina di Cervia, mentre viene estratto con antico metodo artigianale della raccolta multipla ogni giorno da giugno a fine agosto nella salina Camillone, ultimo fondo salifero antico rimasto e sezione all'aperto del museo. Qui sono i volontari del gruppo culturale Civiltà salinara che producono il sale come un tempo mantenendo memoria dell'antico metodo di estrazione e producendo il sale conosciuto come Riserva Camillone.

Dal “salfiore” del papa… al “camillone” museale
A partire dal 1550, anno in cui Pietro Barbo, poi Papa Paolo II, divenne vescovo di Cervia, si diede origine alla consuetudine di inviare ogni anno alla Corte pontificia sale proveniente dalla Romagna. L’usanza si interruppe dopo l’Unità d’Italia ma ancor oggi i salinari chiamano il Salfiore il “sale del Papa”. Per ripercorrere oggi la storia del sale di Cervia, sono offerti al visitatore interessanti momenti di approfondimento: il grande ponte che consente di osservare un ampio plastico descrittivo della costa e dell’entroterra e un dettagliato pannello che ricorda la fondazione della città nuova. Nell’itinerario museale le postazioni multimediali spiegano la chimica e la fisica del sale, l’estrazione del minerale e il governo delle acque. Spettacolare è la maestosa sala finale, che raccoglie immagini, testi e soprattutto gli elementi reali della vita dei salinari: attrezzi da lavoro, strumenti per la raccolta ed una grande burchiella originale (la barca a fondo piatto di origine veneziana). Un'occasione imperdibile è la storica "Rimessa del sale", rievocazione storica interpretata dal gruppo culturale "Civiltà salinara" nell'ambito della festa "Sapore di Sale" che si svolge solitamente il primo fine settimana di settembre, e rievoca il momento conclusivo del processo di produzione del sale, quando veniva stivato nei magazzini. Infine, la salina “Camillone” (da camelle, cumuli di sale), ultima e unica nel suo genere, che oggi fa parte del museo: è ciò che rimane delle 144 saline che nel 1959 vennero trasformate dal Monopolio nella grande salina di 827 ettari a raccolta unica annuale. Il “sale dolce di Cervia è uno dei 195 presidi italiani Slow food. L’associazione organizza visite guidate, che completano il viaggio alla scoperta dell’oro bianco davanti ad un suggestivo tramonto in salina.

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