Museo del pane Mulino sul Po

Area del comune di Ro (FE), sul fiume Po (area golenale), al confine con la provincia di Rovigo.

Tel.: 345-2424193 - E-mail: ilmulinodiro@libero.it
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A Ro sorge una fedele riscostruzione di un mulino ad acqua come quelli di un tempo. Da qui si può partire alla scoperta del territorio e gustare la famosa “coppia”.

Il vecchio pane ferrarese che nasce sulla riva del Po
Il Museo del pane “Mulino sul Po” diffonde la cultura del tipico pane ferrarese, attraverso la fedele ricostruzione di un caratteristico mulino, simile a quello descritto da Riccardo Bacchelli nel suo celebre romanzo. Per conoscere il fiume ed i mugnai Riccardo Bacchelli, autore del romanzo “Il Mulino del Po”, era solito fermarsi per ore sugli argini e nelle golene, impegnato nella raccolta di storie e leggende. I mulini ad acqua lungo il fiume, infatti, un tempo erano molto numerosi ma oggi non ve n’è più alcuna traccia. L’abitato di Ro, con l’antico borgo in origine dominio degli Estensi, sorge sulla sponda destra del Po e nei secoli passati ha subito più volte le inondazioni del fiume. L’economia è ancora oggi basata principalmente sulla produzione di cereali, attività qualificata e apprezzata a livello internazionale, a cui si è aggiunto recentemente il turismo, in forte espansione: ci troviamo in un luogo davvero incantevole, sospeso tra terra e acqua. Il mulino è stato ricostruito dal Comune con un finanziamento dell’Unione europea, sulla base delle indicazioni relative al progetto di un mulino riportate in un’antica stampa del 1850, che oggi è conservata presso il Museo etnografico di Ferrara. I materiali e le tecniche di costruzione adottati sono quelli di allora. A questa struttura è affidata la memoria dei mulini sul Po: poggia in acqua su due scafi detti sandoni; una ruota a pale di legno è azionata dalla corrente del fiume e ad essa si collega una sola macina di granito. Per immergersi nella vita che un tempo si svolgeva negli ambienti del mulino è possibile visitare la camera da letto: una stanza buia e angusta all’interno dell’imbarcazione, che veniva impermeabilizzata con l’impiego, all’esterno, di uno strato di pece e all’interno, per chiudere gli interstizi tra gli assi, della canapa.

Una farina dal sapore speciale
La visita al museo prevede la dimostrazione pratica del funzionamento del mulino: quello che viene ancora oggi macinato è un grano speciale, il “Gentil Rosso”, che, assieme al “Mieti”, è stato uno dei padri dei grani moderni. l mulino è perfettamente funzionante e macina grano coltivato nel territorio con tecniche a basso impatto ambientale; la farina ottenuta è certificata con il marchio “Qc” (Qualità controllata della Regione Emilia-Romagna). Questo pane è molto diverso come profumo, sapore e valore nutritivo a quello che comunemente si trova sulle nostre tavole. Infatti, attraverso la tecnica tradizionale della macinatura del grano, si ottiene una farina che contiene anche la crusca ed il germe, parte altamente proteica della cariosside di frumento. L’itinerario continua con l’evocazione di scenari che non esistono più. Bisogna infatti pensare che un tempo il Po era un confine naturale fra Stato pontificio da una parte e Impero austro-ungarico dall’altra. «L’acqua del Po - scrive Riccardo Bacchelli - senza costare un baiocco, tanto rende quant’uno ne prende». Nette erano le differenze anche nelle diete dei popoli tra le due rive: nella parte veneta il nutrimento principale per la gente povera era la polenta di farina gialla di mais che, se non accompagnata con altri alimenti, induceva nella popolazione locale gravi problemi di pellagra; nella zona ferrarese, invece, grazie al consumo di questo pane, fatto con farine particolarmente proteiche, la pellagra non faceva paura. I problemi, però, erano dati dagli acquitrini e dalle zone paludose dove proliferava la zanzara anofele, vettore della malaria.

A piedi, in bicicletta o in barca: le escursioni da non perdere
Oggi i tempi sono cambiati ed il visitatore può ammirare il panorama suggestivo della destra del Po, in un connubio del tutto naturale tra cultura e prodotti del territorio. Nell’area del mulino è infatti presente un punto di ristoro, dove è possibile concludere la visita a tavola degustando pane ferrarese accompagnato dai piatti tipici locali ed uno spazio per la vendita di prodotti biologici e tipici ferraresi. Sono proposti itinerari a tema per conoscere meglio la Strada dei vini e dei sapori; il percorso letterario, itinerario ciclabile di circa sei chilometri attraverso i caratteristici luoghi “bacchelliani”; il parco del delta del Po, percorso fluviale lungo i rami del grande fiume fino al mare. Le occasioni per scoprire il Mulino del Po, la sua farina ed il pane prodotto sono molteplici: ricordiamo la “Festa dla Salama da tai”, che si svolge a maggio e giugno. E ancora, per capire come si viveva da queste parti, la “Sagra della Miseria”, tra metà agosto ed i primi di settembre, occasione ghiotta per assaggiare i cibi che un tempo aiutavano a combattere la pellagra: polenta e aringa, pasta e fagioli, pesce gatto e anguilla fritti, per citarne solo alcuni. Infine ogni mese, da maggio ad ottobre, si svolgono le “Domeniche in golena”.

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