Innovazione ed enologia: la tesi di Lorenzo Tersi

Blockchain, Internet of Thing ed enologia possono avere un denominatore comune? Se ne è discusso nel corso di un incontro svoltosi a Verona alla presenza del Ministro Centinaio e promosso da Wine2Wine.

Tra gli esperti chiamati ad intervenire, anche il wine manager cesenate Lorenzo Tersi secondo cui i consumatori del vino chiedono prodotti certificati, tracciati e maggiore sostenibilità.

"La leva per competere sui mercati internazionali è dare garanzie di qualità del prodotto. Alcuni dati lo testimoniano: l’89% dei consumatori mondiali vuole conoscere i criteri di certificazione di origine; il 71% pagherebbe di più per avere maggiori informazioni; il 74% è influenzato da trasparenza e tracciabilità; 60% controlla etichetta di sostenibilità. La contraffazione nel mondo del vino pesa per 2,7 miliardi di euro a livello globale e il nostro Paese è uno dei più colpiti. Un sostegno può arrivare dal blockchain, un sistema di informazioni che viene scambiato e certificato in ogni singolo passaggio dagli stessi operatori che lo effettuano. Investire nella wine blockchain - ha proseguito Tersi - vuol dire investire dei capitali economici ed umani. Ed io credo che più che per le grandissime aziende e le cooperative da un lato, e per i piccolissimi artigiani del vino dall’altro, sarà uno strumento ideale per le cantine di medie dimensioni, quelle che per intenderci hanno un fatturato intorno ai 10 milioni di euro, che esportano la metà della loro produzione e vogliono crescere”.

All’incontro era presente anche il Presidente del Consorzio Vini di Romagna Giordano Zinzani.


Nella foto in alto Lorenzo Tersi con Riccardo Ricci Curbastro, Presidente di Federdoc.


Redazione Emiliaromagnavini
Storie di vino e di cibo che meritano di essere raccontate. Vigneron intimamente legati alla loro terra, cuochi avvezzi alla materia prima e alla tipicità, eventi che fanno grande l'Emilia Romagna. Perché bere e mangiare sono prima di tutto un atto agricolo. Tutto il resto è noia
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