Premio Artusi a Da Silva

Secondo Carlo Petrini, mangiare è un atto agricolo e politico. Agricolo, perché è intimamente legato alla terra. Politico, perché preferire un prodotto implica una chiara scelta di campo. A Petrini la città artusiana di Forlimpopoli ha consegnato due anni fa il Premio Artusi, per la sua riflessione sul rapporto uomo-cibo. Un percorso mai interrotto dalla città natale di Pellegrino Artusi, che sabato 24 novembre (Casa Artusi ore 15) aggiunge un nuovo capitolo con la consegna del Premio Artusi al Direttore generale della Fao, José Graziano da Silva. Una scelta nel segno della coerenza in un percorso iniziato nel 2007 con l’assegnazione al Comitato per la Lotta alla fame, proseguito poi con Wendell Berry (2008), Serge Latouche (2009), Don Luigi Ciotti (2010) e tanti altri.

Da Silva è Impegnato da tre decadi sui temi della sicurezza alimentare e dello sviluppo rurale dell’agricoltura, è anche artefice anche del programma “Fame Zero” in Brasile, introdotto nel 2003 per garantire il diritto di accesso ai prodotti alimentari di base e sradicare la fame nel paese più grande e popolato del Sud America.

A scegliere il nome di Da Silva in questo 2018 anno del cibo italiano è stato il Comitato scientifico di Casa Artusi.

Questa la motivazione del riconoscimento: “Il Premio Artusi 2018 a José Graziano da Silva per l’impegno profuso con grande efficacia e coerenza, sia alla guida della FAO sia nell’ambito del progetto brasiliano “Fame Zero”, per la lotta contro la fame e la malnutrizione. Il riconoscimento artusiano vuole sottolineare il lavoro straordinario svolto a sostegno delle comunità locali fondato sul concetto di cibo sano e biodiversità agricola e alimentare. La salute e la nutrizione richiedono la connessione del concetto di cibo a quello di agricoltura”.

Redazione Emiliaromagnavini
Storie di vino e di cibo che meritano di essere raccontate. Vigneron intimamente legati alla loro terra, cuochi avvezzi alla materia prima e alla tipicità, eventi che fanno grande l'Emilia Romagna. Perché bere e mangiare sono prima di tutto un atto agricolo. Tutto il resto è noia
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