La prima volta del Trebbiano

Troppo presto per dire che siamo a una svolta. La novità però c’è: da vino base spumante per “altri” senza una sua precisa identità, a vino che comincia avere una sua riconoscibilità. Parliamo del Trebbiano, per la prima volta premiato da una guida nazionale. Lo ha fatto quella dell’Ais, Vitae 2019, dodici eccellenze in Romagna (6 Sangiovese e 5 Albana), e un Trebbiano, Tera 2017 Colli di Faenza della Cantina Fondo San Giuseppe.

Siamo a una svolta? “Difficile a dirsi, ma senza dubbio c'è, da parte di qualche produttore talentuoso, la voglia di misurare le potenzialità del trebbiano romagnolo in collina – spiega Giovanni Solaroli (nella foto), curatore della guida per la Romagna - il trebbiano è un'uva, ricordiamolo, per lo più confinata in pianura e destinata a produzioni massicce. A nostro avviso merita di più e qualcuno ci ha creduto e abbiamo ritenuto giusto metterlo in evidenza. Il Tera 2017 potrebbe rivelarsi un apripista formidabile”.



Chi invece il grande salto lo sta facendo è l’Albana, 5 cantine premiate e la versione secco a farla da padrone. “Più che una consacrazione, direi il riconoscimento sul lavoro fatto dai nostri vignaioli che oggi, come non era mai accaduto prima, sanno connettere il vitigno con il loro territorio traendone vini unici – ancora Solaroli - Questo lavoro ha dato vita a vini originali seppur stilisticamente differenti tra di loro. Del resto l'Albana è un vitigno estremamente duttile che consente diverse forme di espressione, dalla spumantizzazione all'appassimento, dalle versioni nordiche a quelle parzialmente botritizzate. Un vero caleidoscopio di sapori e profumi”.

Il palato dei sommelier, in definitiva, promuove la Romagna del vino. “Sulla buona qualità dei vini romagnoli oramai ci sono pochi dubbi – conclude Solaroli - L'Albana è una certezza e i Sangiovese si stanno differenziando tra di loro, mettendo in luce le diversità territoriali che caratterizzano il panorama romagnolo. Purtroppo il comparto sconta cronici ritardi e alcune mancanze. E il nome Romagna non è così facile da spendere fuori dalla nostra regione. Siamo ancora percepiti per essere una zona legata alle grandi quantità. Una visone che, seppur vera, non è più l'unica chiave di lettura, ma tocca a noi tutti far cambiare idea agli altri. Dall'ultima trattoria al ristorante stellato, dal giovane sommelier al viticoltore romagnolo serve uno sforzo unitario ed un nuovo spirito di squadra. Come del resto accade in altre regioni”.

Ecco i premiati in Romagna
Colli di Faenza Trebbiano Tera 2017 - Fondo San Giuseppe
Romagna Albana Passito Ar Riserva 2014 - Fattoria Zerbina
Romagna Albana Secco Cinquecento 2017 - Tenuta Diavoletto
Romagna Albana Secco Codronchio 2016 - Fattoria Monticino Rosso
Romagna Albana Secco Santa Lusa 2016 - Ancarani
Romagna Albana Secco Vitalba 2017 - Tre Monti
Romagna Sangiovese Marzeno Cadisopra Podere Ca’ del Rosso Riserva 2015 - Ca’ di Sopra
Romagna Sangiovese Modigliana I Probi di Papiano Riserva 2015 - Villa Papiano
Romagna Sangiovese Predappio Calisto Riserva 2013 - Stefano Berti
Romagna Sangiovese Serra Assiolo 2016 - Costa Archi
Romagna Sangiovese Superiore Quartosole Riserva 2015 - Tenuta Casali
Ronco Delle Ginestre 2012 – Castelluccio

Filippo Fabbri
Calciatore mancato, giornalista per passione. Una stella polare di riferimento, il motto del grande Gianni Brera: “Prima di scrivere un articolo bevi un bicchier di vino”. Cin cin a tutti! E a proposito, buona lettura. Contatti: filfabbri@gmail.com
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